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ITINERARIO ALPINISTICO NEL GRUPPO DELL' ADAMELLO

di Nebuloni Tiziano

1 GIORNO: DAL PIAN DI BEDOLE AL RIF. AI CADUTI DELL' ADAMELLO


 
Il Rif. Ai Caduti dell' Adamello dal Passo della Lobbia Alta

Il percorso che va dal Pian di Bedole al rif. Caduti dell' Adamello, è certamente più faticoso di quello per il rif. Città di Trento, ma per vari motivi migliore per il nostro itinerario. Infatti, salendo da questa parte, non abbiamo bisogno dell' atrezzatura da ghiacciaio ed arriviamo con percorso sempre ben segnalato fino al rifugio. L' unica attenzione che dobbiamo avere sta nel fatto che in alcuni punti il sentiero è attrezzato e in questi tratti si svolge su delle placconate abbastanza lisce. In caso di pioggia dobbiamo stare molto attenti. Se arriviamo al Pian di Bedole prima di mezzogiorno possiamo salire per il sentiero tenendo presente che, essendo molto faticoso, di forte dislivello ( 1400 mt. ) e tutto sotto il sole, è certamente meglio affrontarlo alle prime ore dell' alba. Proprio al Pian di Bedole sorge il rif. Adamello Collini ottimo punto di sosta prima di iniziare il nostro itinerario.

Lasciata l' auto continiamo sulla strada sterrata fino al pianoro di partenza della teleferica per il rif. Città di Trento, chiamato Zapei del Materot. Seguendo le indicazioni sulla sinistra entriamo nella vegetazione e quindi, iniziamo a salire nel bosco fino alla malga Materot Bassa mt. 1790. Continuando in falso piano, attraversiamo su un bel ponte il torrente che scende dalla Vedretta della Lobbia e da questo sempre per sentiero a tratti faticoso, risaliamo a mezza costa tutta la valle.
A questo punto, attraversiamo dei tratti con grossi massi (fare attenzione alla segnaletica) e salendo faticosamente una valletta morenica giungiamo all' inizio delle attrezzature.
Seguendo le corde fisse e superando dei tratti delicati, risaliamo tutto il salto roccioso che porta ad una grande terrazza. Tenendo sempre in vista le segnalazioni e alcuni ometti, superiamo un altro gradino accompagnati dal forte fragore della cascata che è molto vicina al sentiero.
Arrivati al secondo risalto, che parecchi anni fa era il punto dove si lasciavano le roccie per salire lungo la vedretta, si risalgono tutti gli sfasiumi e le roccette, che scendono dalla Lobbia Alta. Stando sempre molto attenti alla segnaletica e ai numerosi ometti continiamo a salire fino ad un caratteristico passaggio tra due placconate inclinate, che attraversato, ci permette di scendere all' inizio del breve tratto di neve o ghiaccio che ci porta al Passo della Lobbia Alta mt. 3045. Da questo per rocce rotte e massi si arriva al vicinissimo rifugio Ai Caduti dell' Adamello (Mt 3040).
Chi volesse, prima di recarsi al rifugio, può salire all' altare del Papa, posto a ricordo della visita del Pontefice nel 1985.
Da questo rifugio, che possiamo considerare un monumento per quello che rappresenta per tutti gli Italiani, il panorama è meraviglioso. La cima del Crozzon di Lares, della punta Attilio Calvi e del Corno di Cavento, verso sud lasciano qualsiasi persona senza fiato. L' enorme distesa della Vedretta del Mandrone, verso il Corno Bianco e il passo Brizio, punto di passaggio per la discesa verso il rif. Garibaldi, è senza ombra di dubbio fantastica anche se alcuni anni fa, prima del costante ritiro del ghiacciaio, era ancora più bella per il colore bianco della neve. Per questo motivo, nella stagione estiva è in atto un opera di pulizia nella zona sottostante al rifugio per l' affiorare di tutta la legna e dei rifiuti lasciti durante la guerra.
In tale periodo in quello che è ora il rifugio, si trovava la caserma "Generale Giordana" punto di comando delle nostre linee più avanzate.

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