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La parete della pala ghiacciata del Carč Alto. Sulla destra la cresta nord-ovest da dove passa la via di salita
Dal rifugio ci spostiamo dopo la teleferica e scendiamo quella lunga e caratteristica scalinata che porta al "Bus del gat". Prendiamo la vecchia strada di guerra che ci porta sulla sponda del rio Bedų.
Qua per due fili di acciaio, con un passaggio mozzafiato, attraversiamo l' impetuoso torrente, sopra un piccola cascata e sempre su ottimo sentiero arriviamo al "Sasso Bagnato".

Il passaggio del Rio Bedų
Lasciato sulla destra il sentiero per il Passo Altar rimontiamo tutta la valle con numerosi tornanti fino ad arrivare ai Pozzoni, zona questa di roccie e laghetti all' inizio della Vedretta di Lares ore 1,45.
Da questo punto, chiamato Sella del Niscli, attraversiamo prima in direzione ovest e poi sud la Vedretta di Lares, fino a superare una spalla in vista della cresta nord-ovest del Carč Alto.
Arrivati sotto la cresta, la rimontiamo sul filo e dopo aver superato delle roccette affioranti all' altezza di un' altra spalla giungiamo all' Anticima nord. Da questa per una breve ma aerea insellatura tocchiamo la vetta del Carč Alto mt. 3462, ore 4,30.
Dalla cima possiamo ammirare un panorama vastissimo, che spazia dalle Dolomiti alle Alpi. Il Carč Alto č la seconda cima del Gruppo dell' Adamello e la pių importante del versante Trentino. Per le sue affascinanti pareti che variano moltissimo a seconda dei versanti, questa montagna ha sempre scatenato un particolare fascino sugli alpinisti.
Durante la guerra la montagna era una roccaforte austriaca e su di essa sono state allestite opere strabiglianti, come le finestre sulla pala ghiacciata e la via attrezzata sulla cresta sud-ovest. Nei pressi della cima, sul versante sud, erano arroccate molte baracche ed arrivavano varie teleferiche.
Ora scendendo per la stessa via di salita ritorniamo sulla Vedretta di Lares ma, invece di proseguire verso la Sella del Niscli rimaniamo in quota ed attraversiamo il ghiacciaio fino ad incrociare la pista che arriva dal basso.

Passo Cavento
Da questo punto mirando verso il Passo di Cavento, giā ben visibile sulla destra della cima, aggiriamo un grande crepaccio e con l' aiuto di un cavo di acciaio tocchiamo le roccette che con una breve ma ripida salita ci portano al Passo mt. 3191. ore 8,30
Proprio sul Passo troviamo il Bivacco Laeng punto di arrivo della nostra variante. Il bivacco dispone di sei posti letto ed č dotato di coperte e di solito c'č qualche candela, comunque meglio portare con se una pila. Su alcune guide viene riportato che c' č acqua di fusione nei pressi del bivacco ma io non l' ho mai trovata.
Arrivando al passo, possiamo notare sulla sinistra la cresta nord del Corno di Cavento con la caratteristica "Bottiglia" e alcuni muretti a secco che erano postazioni della guerra. Proprio il muretto sotto la Bottiglia era l' ultimo avamposto austriaco quando gli italiani giā si trovavano al passo.
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