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Dalla piazzetta centrale di Egna (Bz) prendiamo la strada (al
semaforo tab. "Mazzon") che sale diritta nella parte alta del paese e
si collega, ad un ponticello e nei pressi dell'alb. Pinzonerhof, alla
provinciale per Montagna.
La seguiamo per ca. 1,5 Km fino al bivio per Pinzano, dove
dapprima giriamo a dx (via Castelvetere) e subito dopo a sx. la stradina scorre
tra i frutteti per confluire più sopra in via Pinzano (sx). Sfiorate delle case
(fontane) e prima di raggiungere il nucleo abitato di Montagna, individuiamo a
dx al limite della boscaglia la carrareccia bianca indicata con "Promenaden
- Wanderweg. Siamo qui all'innesto con il vecchio tracciato ferroviario,
costruito nel 1916 dagli Austriaci . lo seguiremo quasi sempre senza
interruzioni per più di 14 Km fino a Fontanefredde. La mezzacosta iniziale
rivela subito un andamento conciliante ed è specchio fedele di tutto il
percorso. Basti dire che la pendenza media non raggiunge il 4%, ma neppure
quella massima si discosta granchè da questo valore. Lambito un gruppetto di
masi il panorama si apre ulteriormente sulla Bassa Atesina, geometricamente
disegnata dagli appezzamenti coltivati, e tocca il punto più spettacolare ed
aereo al ponte di Gleno. Gli alti archi di pietra squadrata eseguono una
semicurva superando un avvallamento. E' questo il primo di una serie di
caratteristici manufatti che, ancora in ottime condizioni, troveremo lungo la
salita.
Si continua ignorando delle campestri laterali, e altre piccole
opere quali muretti e fossi possono rassicurare circa la direzione da seguire,
anche se pochi dubbi possono sorgere circa la direzione. Attraversata la S.P.
che da Montagna sale a Trodena la carrareccia prosegue classificata come s.f.
"Ferrovia della Val di Fiemme ". Siamo ancora a bassa quota, tuttavia
il tracciato assume subito connotati alpestri. Una galleria parzialmente
illuminata di 140 metri seguita da un ponte supera un promontorio scosceso,
mentre un successivo breve tunnel porta a transitare nella valletta di Castel d'Enna.
La pittoresca costruzione, ancora integra e le cui origini risalgono al XII
secolo, è circondata dal bosco e solo in parte svela il suo fascino medievale.
Usciti ai margini della campagna, tiriamo diritti per congiungerci alla S.S.
"delle Dolomiti". Una plaga a frutteto non consente di rimanere sul
vecchio percorso, per cui lo abbandoniamo momentaneamente salendo per un
chilometro lungo la trafficata arteria. Subito dopo la stazione di Doladizza e
riprendiamo così la ex ferrata. delimitata per un tratto dei pali dell'eletricità.
Rasentando il Pichler Hof si percorre un centinaio di metri su asfalto per
piegare, ad un vicino dosso e in corrispondenza di un maso, a sx ritornando tra
i frutteti. Varchiamo in successione due cancelli ed un lembo di boscaglia
precede un'altra aperta campagna.
Tralasciamo la direzione Malga Cislon assecondiamo la pendenza
più moderata per arrivare al terzo tunnel, il più buio anche perchè in curva.
Abbiamo scordato di portare una pila e così avanziamo a piedi con la luce alle
spalle che sfuma rapidamente, mentre il rimbombo dei passi sulla massicciata
rompe il silenzio. In breve comunque il chiarore dell'uscita squarcia il nero e,
costeggiati gli ultimi filari di meli, passiamo repentinamente nel bosco, che ci
accompagnerà costantemente per la seconda parte di ascesa. Possiamo continuare
con pedalata disinvolta lungo le pendici settentrionali del monte Cislon.
Oltrepassate due ulteriori corte gallerie, si sfocia sull'erto pendio prativo
della Pausa. Lambiamo la cappella e, scesi per qulche metro su asfalto, deviamo
a dx giungendo al piazzale dell'ex stazione m 956. Ancora due chilometri nel
bosco ci portiamo al nostro "capolinea" di Fontanefredde m 1005.
Notiamo la stazione, ora adibita a centro forestale, e la
stradina che, proprio ai piedi della montagna, prosegue verso il passo di San
Lugano per poi calare verso la val di Fiemme. Il nostro itinerario prende invece
la direzione di Trodena, che raggiungiamo dopo 2 Km di salita lungo la
provinciale. Il paese è adagiato dietro un'insellatura in soleggiata posizione:
lo attraversiamo in discesa seguendo le indicazioni per Montagna. La rotabile
invita alla velocità, ma quando arriviamo al minuscolo agglomerato di Molini m
890 dobbiamo prestare attenzione a non tirar dritto bensì a invertire
direzione, guidati dalla Tab. "Casignano". Viaggiamo ora a saliscendi
sul versante del monte Corno oltrepassando le sparute case di Casignano.
Al fondo di una valletta l'asfalto termina. La freccia "3
Egna" ci fa continuare su una carrareccia bianca, che però abbandoniamo
poco avanti scegliendo una strada boschiva. Un piacevole tratto ondulato nel
bosco misto, anticipo della picchiata finale, porta al costone del Kanzel, dove
una sosta è d'obbligo. la discesa non presenta problemi, anche se tratti ripidi
e ghiaiosi consigliano cautela onde prevenire sbandate dalle spiacevoli
conseguenze. Dopo sensibile perdita di quota si innesta un'altra forestale che,
sfiorata una vecchia calcara riattata, sfocia nei vigneti di Mazzon. Ripresa la
carrozzabile asfaltata, la lunga discesa si esaurisce nella piazza di Egna dalla
quale siamo partiti.
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