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Altopiano di S. Genesio

Partenza S. Genesio (BZ) m. 1087
Arrivo S. Genesio (BZ) m. 1087
Totale Km 56 Km
Quota max. Giogo della Croce (BZ) m. 2086
Quota min. S. Genesio (BZ) m. 1087
Dislivello s. m. 1700
Dislivello d. m. 1700
Fondo 30% sterrato - 50% sentieri - 20% asfalto
Tempo 7 ore
Difficoltà  Difficile
Cartografia Kompass nr. 54 e 53, Bolzano e Merano, 1:50.000
Note Il percorso è impegnativo, perchè occorre una buona preparazione fisica e capacità nella conduzione del mezzo.

 

Il punto di partenza è la piazzetta della chiesa di San Genesio, paesino posto ai margini dell'altopiano del salto e affacciato in invidiabile posizione sulla conca di Bolzano. Siamo ad un passo dalla città (si arriva anche in funivia) ma spicca il carattere distintivo dei villaggi sudtirolesi, mantenuto integro grazie ad un equilibrato sviluppo edilizio, rispettoso della tradizione locale. Seguite le indicazioni AVS "Tschaufen - 2A Nobls" e successivamente quelle alberghiere "Wieser - Locher", attraversiamo la provinciale per innestare la stradina comunale che conduce a Montoppio. Dopo breve tratto però la abbandoniamo, almeno momentaneamente, preferendo la sterrata che si stacca sulla dx. Sfiorati dei masi (segn. 2) si prosegue diritti sul tratturo a fondo naturale che, oltrepassato un rivo, s'impenna per la prima asperità della giornata. Dopo qualche minuto di fatica si sfocia, all'altezza dell'alb. Locher 1271 m sulla carrozzabile precedentemente lasciata. la seguiamo in lieve salita passando, ad un ponticello, su sterrato. Il paesaggio è qui profondamente segnato dall'azione erosiva dell'acqua che ha inciso i fianchi di una valletta, interrompendo bruscamente su un lungo fronte i dolci pendii. Si sono originate anche delle piramidi di terra che però data la natura e la pendenza del terreno, non raggiungono le dimensioni di quelle ben più note del Renon.

Guadagnata moderatamente quota, su un tratto a mezzacosta si devia dalla stradina principale, che scende a Montoppio, piegando a dx oltre uno steccato (segn. 2). lasciato a lato il maso Wieserhof m 1836, si svolta a sx su una carrareccia privata che comodamente porta al maso Guggen m 1422. varcato un cancello (segn. 2) si va perdendo quota su una mulattiera nel bel bosco rado, facendo attenzione al terreno talvolta malagevole e, confluiti su una stradicciola piana, si arriva all'ameno terrazzamento prativo del rif. del Giovo. Dopo uno sguardo alla sottostante val d'Adige e sulla verticale costiera del Macaion rientriamo nella foresta sempre fedeli al segno biancorosso "2". Il sentiero si abbassa deciso e qualche tratto scosceso e sassoso, anche se corto, non dev'essere sottovalutato. Ad un piccolo tabernacolo di legno esso si divide e, malgrado il segnavia indirizzi decisamente in basso, continuiamo diritti (dx). Dopo pochi minuti sfociamo, ai bordi di un prato, su una s.f. che percorriamo in leggera discesa (sx) per immetterci, rasentati dei masi, sul tornantino di una carrozzabile asfaltata. Siamo al limite superiore del piccolo abitato di Frassineto, situato sulla provinciale che da Terlano sale a Meltina. Affrontata la breve salitella (dx) e superato un nucleo di case, di lì a poco lasciamo la carrareccia, prima che riprenda a salire, per deviare a sx su un viottolo a fiancheggiare uno steccato (segn. biancorosso e "4b"). Niente paura se ad un certo punto diventa scomodo, tanto da dover scendere di sella, e apparentemente non battuto, fatta qualche decina di metri il sentiero si dipana piacevolmente in un'abetaia su un soffice fondo di .....aghi. ad un altro maso stiamo in quota, ritornando su sterrata, e proseguiamo nella medesima direzione a lambire la vicina casa Zufidel m 1160. la bella pista boschiva avanza ondulata in una pineta e, dove il segnavia si biforca 8a dx su sentierino), insistiamo su questa che, con modesta perdita di quota, va a collegarsi alla provinciale, al margine inferiore di Meltina.

saliamo (dx), stando a dx che a tutti e due i bivi che si incontrano, e transitiamo così fra le case che ne compongono il nucleo vecchio m 1158. la bella conca del paese è racchiusa ad oriente dalla dorsale che percorreremo al ritorno, sulla cui linea sommitale svetta, fra bosco e cielo, il profilo dell'isolata chiesetta di Lavena. La stradina s'impenna e con una mezzacosta, evitata la rotabile per San Genesio, utile per un'eventuale drastica riduzione dell'anello, va a raggiungere una sella a quota 1290m dove confluiamo nuovamente sulla provinciale. Seguita la direzione di dx per Avelengo, possiamo rifiatare per tre chilometri fino alla frazioncina di Eschio. Superato il rivo, in vista della chiesetta di S.Anna si devia sulla stradina di dx (tab "Gast.Rohrer") e immediatamente dopo a sx (ind. sent. Weg A), abbandonando l'asfalto. Poco sopra, rasentato l'alb. Rohrer, c'immergiamo nel bosco per proseguire secondo l'indicazione "16 Leader Alm" (sx). il viottolo affronta un'erta ripida e sconnessa, non facilmente pedalabile. Comunque in pochi minuti si sbuca su una s.f. (tabernacolo) dove, ignorati il segnavia rosso e la tab. verso sx andiamo ad immetterci su una vicina carrozzabile asfaltata. Si inverte direzione (dx) e in lieve salita si approda ad una verde insellatura q. 1455. Di fronte appare la granitica cuspide di Picco Ivigna, alla cui base il nostro anello compie il giro di boa. Prima pero' di attaccare la lunga frazione di salita che conclude la parte d'andata, il percorso propone un altro tratto distensivo. Presa la s.f. "Purstling" si scivola rapidamente in un avvallamento e qualche rampa è agevolata dal cemento. A dei masi continuiamo su asfalto (via Hinterdorf)e, trascurata la prima diramazione nei pressi del Gast. Brunner, poco sotto svoltiamo a dx in via Wurz. la salitella porta ad un arioso ripiano, sovrastante il paese di Avelengo, e ancora ci colpisce il paesaggio, dove masi e abitazioni sono sparsi armoniosamente sul territorio. Subito dopo aver lasciato a dx la s.f. Wurz, ad un vicino maso bisogna fare attenzione ad abbandonare l'asfalto per piegare sulla stradicciola di dx, segnata con il "15A" biancorosso, e poco oltre a sx. Una mezzacosta nei campi introduce nel bosco e su mulattiera ci abbassiamo nella valletta del rio Sinigo, che attraversiamo su un caratteristico ponticello di legno chiuso da un cancello. I continui cambi di quota succedutisi finora terminano praticamente qui e lasciano il posto all'ascesa finale, che prevede quasi 800 metri di dislivello. Rimontato con difficoltà un erto pendio e sfiorato un maso, si passa su una strada asfaltata (sx) e ad un vicino bivio si sale (dx) al Paese di Sopra. Ci innestiamo alla provinciale (dx) dirigendo a Falzeben: il traffico turistico, almeno nei mesi caldi, disturba la salita ma dopo 3 Km su pendenze accettabili siamo al grande parcheggio dove vengono fermati i veicoli (q. 1610.)

Continuiamo diritti entrando nella zona di tutela paesaggistica di Merano 2000. La carrareccia si svolge un pò discontinua, con pezzi pianeggianti che si alternano a secche rampe dove la nostra andatura, vista anche la stanchezza già accumulata, non è poi molto più veloce dei tanti turisti che frequentano la zona a piedi. Guidati dalle ind. "Meraner Hutte", usciamo dalle abetaie per affacciarci all'ampio catino prativo di Merano 2000, il cui ambiente è pesantemente condizionato dalla presenza degli impianti sciistici. Superata un'ultima impennata, dall'inclinazione quasi proibitiva e compiuto un largo semicerchio, si raggiunge finalmente il rif. Merano, per quanto una quanto mai meritata sosta ristoratrice. Ricordiamo che, pur avendo lasciato alle spalle le maggiori asperità, mancano ancora più di 20 km all'arrivo, e inoltre, per un lungo periodo non troveremo altri punti d'appoggio. Incontriamo qui anche il famoso sentiero europeo E5, che unisce il lago di Costanza a Verona, e che certamente i camminatori di montagna conosceranno molto bene. Una mulattiera a mezzacosta porta ad una vicina selletta dove, ignorato il sentiero per la Val Sarentina saliamo sul viottolo che, solcando la cotica erbosa, traversa le pendici di un colle. Qualche modesto gradino di roccia costringe a portare la bicicletta per alcune decine di metri. dal passo Croce m. 1984, si continua diritti sul sentiero che segue fedelmente l'ondulata dorsale,. Il pascolo delle mucche ed il passaggio sparso degli escursionisti hanno disperso la traccia principale in varie ramificazioni, ma solo nel malaugurato caso di nebbia potrebbe sorgere qualche difficoltà di orientamento. Passata un'altura ed una seconda selletta, con qualche pezzo disagevole che difficilmente eviterà il piede a terra, si va a raggiungere l'ultimo e più elevato rilievo, i Giogo della Croce.

Il panorama tocca il suo punto più superbo, calati ad una ulteriore sella, il giogo dei prati, si oltrepassa un cancelletto per affrontare un lungo e piacevole viottolo nel bosco. L'inizio e qualche alto punto sono resi scomodi dalle pietre sparse sul fondo, na essendo in prevalente lieve discesa si può rimanere in sella senza affanni. Ad una splendida radura pascoliva, la Capanna Meltina ci accoglie nel suo inconfondibile stile tirolese ed è francamente difficile ignorare i tavoli imbanditi con speck e formaggio. La carrareccia bianca (dx), percorso un lembo di bosco, esce su una conca prativa dove dobbiamo deviare sul tratturo a fondo naturale di sx. Ameni pascoli punteggiati da larici ci accompagnano finché incrociamo la rotabile asfaltata proveniente da Meltina. Al parcheggio si imbocca la stradicciola sterrata il salita, abbandonato il sentiero "4" poiché da qui a San Genesio ci guiderà il segn."1". Con breve fatica arriviamo al colle dell'antica chiesetta di San Giacomo che ci regala un'altra splendida veduta. L'arrivo è ormai prossimo. Superato un cancello, con andatura rilassante si transita per incantevoli praterie e con brusco cambio di pendenza ci si abbassa all'Alb. Stella Alpina, punto di fermata degli autoveicoli. Ancora due chilometri di discesa e concludiamo questa intensa quanto affascinante escursione a San Genesio



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