| 10 luglio | SANT'ANTONIO DI PECERSK |
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monaco |
Antonio, l’iniziatore del monachismo russo, nacque nel 983 a Lubech nei pressi di Tchernigov e giovanissimo si senti’ attratto dalla vita eremitica che comincio’ a praticare in patria. Recatosi in pellegrinaggio al Monte Athos, rimase colpito dalla vita di quei monaci ed entro’, verso il 1028, nel monastero di Esphigmenon mutando il nome secolare, Antipa, in Antonio. Dopo alcuni anni, seguendo il consiglio del suo superiore, Teotisto, Antonio torno’ in patria per suscitare un fermento monastico nel suo popolo, e stabili’ in una grotta che scavo’ da se’ sul monte Berestov, sulle rive del Dnjepr, presso Kiev.
Scoperta dal popolo, la cella di Antonio divenne meta di numerosi pellegrini che si recavano a chiedere consiglio e aiuto all’eremita. Alcuni giovani chiesero e permettero il permesso di rimanere con Antonio e tra essi i primi furono Nicon, gia’ sacerdote, Teodoro e Barlaam. Ben presto, pero’, Antonio, desideroso di maggior solitudine, designo’ Barlaam come egumeno e si ritiro’ in luogo piu’ appartato. Il principe Isiaslav cedette il Berestov ai monaci, e questi iniziarono la costruzione della "Laura delle grotte" (Pecerskaja Lavra), chiamando numerosi artisti da Constantinopoli per decorare la chiesa. Secondo la cronaca di Nestore, Antonio, a differenza degli altri abati del suo tempo, raccomandava di accogliere tutti, ricchi e poveri, cosi’ che il suo monastero poteva dirsi edificato dalle preghiere piuttosto che dalle ricchezze dei principi e dei nobili. Antonio verso il 1055, sospettato da Isiaslav di parteggiare per il suo rivale Vseslav, fu costretto a rifugiarsi nel principato di Tchernigov, dove fondo’ un altro monastero. Molto probabilmente torno a Kiev e mori’ nella sua cella il 10 luglio 1073.
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