| 17 maggio | SANTA RESTITUTA | vergine e martire |
Nell'anno 284 la giovane Restituta viene flagellata crudelmente in Africa, quindi viene posta su una barca carica di stoppa.
La vecchia barca priva di remi e di vele viene rimorchiata al largo della costa e qui viene appiccato il fuoco.
Le fiamme risparmiano però il corpo della giovane.
Appare allora un angelo del Signore e le sue ali sospingono la barca fino all'Isola di Ischia fino alla Baia di San Montano, dove
miracolosamente attracca. In breve sui declivi dell'isola si diffonde un nuovo profumo: sulla sabbia fioriscono i gigli.
A Lacco Ameno, la festa di Santa Restituta, patrona della località, rievoca anche un altro evento importantissimo per la cittadina:
nei primi anni del 1600 i Turchi, penetrati nella cappella della Santa ove era esposta la statua della Vergine, ne saggiarono con un colpo di scimitarra il legno dorato.
Delusi, balzarono sul campanile e rubarono le campane. Le caricarono sulle navi ma un vento impetuoso agitò fortemente il mare e le onde minacciavano di affondarle.
I marinai gettarono allora in mare le campane per alleggersi del peso.
Dalle colline la gente assistette all'evento e pensò di ripescarle, ma ogni sforzo fu vano.
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