| 8 gennaio | SAN SEVERINO | vescovo |
Nella seconda metà del V secolo, Severino cercò di arginare con la sola croce e la parolda di Cristo l'invasione
dei barbari Rugi che minacciavano Stiria, Carinzia, Tirolo e Italia nord-orientale. Le sue gesta sono arrivate a noi grazie ad un'epistola scritta
dal suo discepolo Eugippio al diacono Pascasio quarant'anni dopo la morte di Severino. Severino operò nel Norico tra il 453 e il 482, anno della morte.
Nei brevi periodi in cui non doveva organizzare le ritirate e i movimenti della piccola legione romana che difendeva i territori, Severino si ritirava
a Faviana dove fondò una basilica ed un monastero. Altre chiese furono fondate a Boitro (Passau) e in altri parti del Norico.
Approssimandosi l'ora della sua morte Severino predisse l'esodo dei latini dal Norico e la fine del regno dei Rugi.
Morì l'8 gennaio 482 nella cella del suò eremo. Alla sua morte il re dei Rugi Feleteo e la moglie Gisa, acerrima nemica di Severino, ordinarono
l'invasione del Norico e la distruzione del monastero di Faviana. Ciò provoco la reazione di Odoacre, re d'Italia, che sconfisse i Rugi e
ordino l'esodo dei latini del Norico entro i più sicuri confini del suo regno. In questa peregrinazione ordinata, le spoglie mortali di
Severino furono portate a Napoli, dove sono ancora oggi venerate.
Bibliografia:
A. Baudrillart - Saint Séverin Apôtre du Noricus (453-482) - Les Saints - Paris, 1908
P. Dörfler - Severin, der Seher von Noricum. Dischtum und Geschichte - Freiburg, 1948
Vita Sancti Severini Noricum Apostoli, auctore Eugyppii: Epistola Eugypii ad Paschasium diaconum
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